HOW TO – Come creare un Podcast di classe

Ho un ricordo bellissimo degli anni della scuola elementare; la mia maestra in quarta ci fece registrare, su musicassetta, “la sceneggiatura” di un libro che avevamo letto in classe.

Ognuno di noi piccoli alunni prestava la voce al personaggio.

Oggi le chiameremo fiabe sonore, ieri erano esperimenti favolosi che qualche maestra sui generis come la mia ci fece fare tanto che io mi innamorai delle parole e della scrittura.

Oggi, in classe, potremmo creare progetti sonori dello stesso tipo usando i podcast.

Ma cos’è un podcast?

Non è nient’altro che una radio, una radio web.

Si tratta in sostanza di costruire un contenitore (il programma) e di inserirvi il materiale (le “puntate” audio).

Queste ultime possono essere “aumentate” con “testo”, “immagini”, “mappe” e con tutto ciò che la creatività dell’autore pensa sia possibile e soprattutto utile.

Dalla parte dell’utente invece, occorre solo conoscere il nome della “radio” e sapersi tenere “sintonizzati” per capire quando siano disponibili nuove puntate all’interno dell’app Podcast del proprio smartphone o online.

Ad esempio con i miei alunni di terza ci siamo appassionati al romanzo di Moby Dick tramite il programma di Raiplay “Ad alta voce”.

Una volta alla settimana ascoltiamo le varie puntate e scopriamo dettagli nuovi sulla storia di Melville.

Se avessi trovato questo sistema già in prima ci sarebbe piaciuto fare il nostro podcast dell’Odissea!

Per ora mi sono documentata, per i miei futuri alunni, sul come fare. Anche noi docenti impariamo sempre qualcosa di nuovo.

Come si fa? Per costruire un podcast occorre un contenitore e i contenuti.

Il metodo che si può utilizzare e quello di preparare i contenuti, cioè le puntate audio, con un software di registrazione e manipolazione audio e quindi inserire il file prodotto (solitamente in formato mp3) in un blog.

Per preparare il file audio potremmo così utilizzare il che si è dimostrato facile, potentissimo ed estremamente affidabile cioè Audacity”:

  • è gratuito e open source
  • è multitraccia (nel senso che mi consente di registrare le tracce audio separatamente per poi assemblarle come si desidera)è localizzato anche in italiano (il che non guasta mai)
  • è disponibile anche una versione “minor” portatile, nel senso che può funzionare su “chiavetta usb” e perciò non richiede installazione.

GUARDA QUESTO VIDEO PER MAGGIORI DETTAGLI

Pubblicare il file audio

Una volta creato il file audio è necessario trovare un “luogo” sul web che possa ospitarlo. Un esempio è Soundcloud che consente di postare, con un account gratuito, fino a 180 minuti audio.

Una volta depositato il file audio sul web è necessario collegarlo con il blog (va benissimo anche il servizio Blogger della GSuite di Google).

Se si desidera invece qualcosa di ancora più semplice e racchiuso in un unico strumento, viene oggi in aiuto il servizio Spreaker; questo servizio consente di avere sullo smartphone un’applicazione completa che permette a chiunque con pochi comandi di aprire una trasmissione, di registrare e pubblicare un audio in mp3.

All’insegna della didattica capovolta

Ascoltare i podcast invece aiuta i ragazzi ad imparare senza accorgersi; l’attività si presta anche perfettamente alla didattica “capovolta”. La flipped classroom, o insegnamento capovolto, consiste infatti nell’invertire il luogo dove si segue la lezione (a casa propria anziché a scuola) con quello in cui si studia e si fanno i compiti (a scuola anziché nella propria abitazione)!

Ecco alcuni esempi di podcast creati da studentesse e studenti:

 

Buon ascolto!

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Linda Fiumara

Autore Linda Fiumara

38 anni, insegnante di Scuola Secondaria di primo grado, digital copy, e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, trova meraviglioso il suono della campanella e il chiacchiericcio nei corridoi. Prova, e spesso ci riesce, a conciliare viaggi e vita scolastica.