Tanti consigli per il vostro diario di bordo

Chiunque di noi, chi più o chi meno, desidera avere un ricordo tangibile di un viaggio.

Lo stesso vale per le gite scolastiche, dove cartoline e souvenir lasciano oggi spazio a migliaia di foto sullo smartphone. Ma noi docenti cosa possiamo fare per rendere la gita più entusiasmante, godibile e interessante?

Uno dei sistemi che metto in pratica è il diario di bordo! Un vero e proprio racconto a puntate dove i ragazzi annotano episodi divertenti, monumenti visitati, attività svolte, curiosità, frizzi e lazzi.

Ma anche classifiche di gradimento, brevi narrazioni su ciò che si è imparato, consigli per i docenti per migliorare l’esperienza appena trascorsa.

Qui di seguito vi presento i passi salienti per organizzare un diario di bordo efficace e accattivante tanto da farlo diventare un piccolo e-book da condividere con i docenti del consiglio di classe, con le famiglie e con tutti quelli che capiteranno sul sito della scuola.

Prima della partenza: in classe

Quando si fanno questi lavori, bisogna essere metodici e super organizzati.

Il rischio è che l’esuberanza dei ragazzi faccia risultare il prodotto finale peggiore e meno utile del previsto. Quindi il primo passo per una buona realizzazione è la divisione dei compiti. Ogni ragazzo deve avere il suo ruolo e deve essere motivato a svolgerlo nel migliore dei modi. Di solito io creo un piccolo team di segretari che ha il compito di motivare i compagni a svolgere il proprio lavoro e tiene conto dell’evoluzioni del percorso. Poi ci sono i ragazzi e le ragazze che si occupano dei testi o quelli che avranno il compito di fare le fotografie. Un ultimo gruppo è quello che, tornato a casa, realizzerà vignette e disegni che arricchiranno di colore il diario di bordo.

Durante la gita

Durante la visita d’istruzione invece il lavoro da svolgere è davvero poco. Ovvero i vari gruppi si impegnano a prendere appunti sull’esperienze, impostano delle classifiche, scattano fotografie che poi verranno catalogate, riordinate e scelte al ritorno a casa. In ogni caso, gli appunti sono importantissimi perché costituiscono la vera traccia da seguire per poi stendere il testo finale, da corredare con immagini, disegni e fumetti.

Si torna sempre a scuola

Rimessi i piedi in classe il materiale raccolto deve essere sistemato e reso consultabile, piacevole e corretto dal punto di vista sintattico e ortografico. I disegni e le foto invece devono rappresentare bene il messaggio che si vuole comunicare. Se la gita è stata di più giorno si costruirà un vero e proprio diario giornaliero, se la gita si è svolta in una giornata invece, una possibilità, e farlo scadenzato ora per ora, o indicando gli orari significativi.

I ragazzi adorano fare classifiche e top ten così si può prendere in considerazione l’idea di indicare anche in questa forma i monumenti, le opere o le esperienze che più hanno colpito gli studenti. Io cerco sempre di inserire come prefazione o postfazione anche il punto di vista del docente in modo che emerga il perché e per come si è scelta una certa destinazione e se questa scelta si è confermata vincente nel racconto dei ragazzi.

Il consiglio in più? Mettete il diario di bordo a disposizione delle famiglie creando un ebook in pdf!

Adesso aspettiamo anche i vostri consigli e le vostre idee su come costruire un diario di bordo delle gite didattiche e sul come lo condividete.

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Linda Fiumara

Autore Linda Fiumara

38 anni, insegnante di Scuola Secondaria di primo grado, digital copy, e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, trova meraviglioso il suono della campanella e il chiacchiericcio nei corridoi. Prova, e spesso ci riesce, a conciliare viaggi e vita scolastica.